Parla in pubblico come un leader

Simon Lancaster è uno dei più famosi speechwriters inglesi, già autore di diversi discorsi per  Tony Blair ed alcune grandi aziende a livello mondiale. Il 22 maggio 2016 è stato ospite del TEDxVerona ed ha fatto uno dei discorsi più interessanti che io abbia mai visto sul tema del public speaking. Mi piace riportare nel mio sito alcune considerazioni che ho ripreso dal video.

Lancaster si pone l’obiettivo di fare un piccolo compendio sulle tecniche da utilizzare per parlare in pubblico mettendo in evidenza capacità di leadership. Queste tecniche possono essere davvero utili per chi vuole approfondire le tecniche di public speaking perchè parlano a tutte le nostre parti: istintiva, emozionale e logica.

LA REGOLA DEL 3

Una prima tecnica la conosco molto bene e non è altro che l’applicazione della ben nota “regola del 3”Regola che è diventata famosa perchè riportata dal libro di Carmine Gallo, Essere Steve Jobs (2010) che, come ho già avuto modo di dire in un video, ha rappresentato per me la porta di ingresso anche su un altro grande tema, il Presentation design, strettamente collegato alla comunicazione efficace in pubblico. 

Secondo questa regola, usata nella comunicazione in pubblico del fondatore della Apple, si espongono e si presentano le argomentazioni a gruppi di tre. Così il messaggio arriva in modo più pieno, interessante ed efficace perché le tre argomentazioni i quello che diciamo molto più convincente, affidabile e credibile (ormai anche io sono diventato un fervido sostenitore di questa regola).

Lancaster riprende la regola del 3, sottolineando che una delle tecniche usate da molti leader politici (cita David Cameron, Tony Blair e Barack Obama) è quella di ricorrere spesso a tre frasi dette di getto. Il 3 per Lancaster è il numero magico della retorica. Nell’antica Roma era chiamata tricolon ed il termine indica una serie ternaria, come una triade di vocaboli o una sequenza di tre argomenti in una frase, coordinati da congiunzioni o per asindeto, e talora legati da parallelismi e ripetizioni lessicali.

Questa tecnica rende quello che diciamo molto più convincente, affidabile e credibile. E Lancaster porta anche un paio di interessanti esempi, come il famoso “Veni, vidi, vici” di Giulio Cesare o la frase tratta da Romeo e Giulietta di William Shakespeare, “Oh Romeo Romeo… perchè sei tu Romeo?”.

Associata a questa c’è anche un’altra tecnica (che veniva usate spesso da Winston Churchill, che ritroviamo anche nel film L’Ora più buia), vale a dire quella di dire tre frasi in cui si ripete la parte iniziale. Questa è una tecnica che permette di far emergere maggiormente la passione che mettiamo nelle cose che diciamo. Molto usata, secondo Lancaster da molti venditori.

USARE LA METAFORA

Questo, per l’autore inglese, è forse lo strumento più usato nella comunicazione politica. Ma anche nella vita di tutti i giorni, infatti la usiamo talmente tanto che secondo alcuni studi usiamo una metafora in media ogni 16 parole. La sua efficacia deriva dal fatto che risulta essere molto efficace per generare reazioni in chi ascolta.

Nel video TED, Lancaster riporta alcune famose metafore  che hanno preso piede a livello internazionale negli ultimi anni come la Primavera araba, la Giungla di Calais e la tempesta finanziaria. Con Primavera araba (in arabo al-Rabīʿ al-ʿArabī) si intende un termine di origine giornalistica, utilizzato per lo più dai media occidentali, per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.  I paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse furono L’Egitto, la Siria, la Libia, la Tunisia, lo Yemen, l’Algeria, l’Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait. Le vicende sono tuttora in corso nelle regioni del Medio Oriente, del vicino Oriente e del Nord Africa (fonte: wikipedia). Con Giungla di Calais si riferisce invece in maniera informale ad un accampamento di rifugiati e migranti nelle vicinanze di Calais, Francia, in uso da gennaio 2015 ad ottobre 2016 (fonte: wikipedia)

USARE LA RIMA

Secondo l’autore inglese, le persone tendono a pensare che qualcosa che ascoltano sia vera se è espressa in rima, piuttosto che no. Parlare con frasi lunghe e parole lunghe è come dare alle persone qualcosa da mangiare di molto voluminoso e dire loro di ingoiarla intera. Se invece parliamo in modo semplice e conciso come una rima è, sempre utilizzando una metafora, come offrire alle persone una cosa piacevole da bere. Inoltre, le persone metabolizzano più facilmente le rime perchè sono semplici da ascoltare e perchè -in fine dei conti- siamo “imbevuti” di rime fin da piccoli, sono spesso usate per i proverbi, nelle filastrocche che impariamo da bambini. Suonano come semplici e pertanto suonano come vere.

RETORICA: UNA COMPETENZA DA STUDIARE A SCUOLA

La fine del video è molto toccante. Infatti Lancaster sottolinea che il motivo per cui si dovrebbe studiare la retorica fin dai tempi della scuola è perché è una condizione di ingresso nella società. La nostra società, secondo l’autore inglese, potrebbe essere più giusta se solo tutti sapessimo articolare ed esprimere le cose che vogliamo dire.

Lancaster riporta l’esempio della scuola di Eton, una delle poche in Gran Bretagna dove si insegna retorica. Bene, 19 dei 50 premier inglesi provengono da questa scuola, così come il sindaco di Londra di quel momento e l’Arcivescovo di Canterbury.

La conclusione è -a mio avviso- da applausi perchè richiama un concetto che mi piace molto. Infatti, secondo lo speechwriter inglese, “anziché insegnare ai nostri ragazzi a come stare seduti e stare zitti, dovremmo insegnare loro a come alzarsi e far sentire la propria voce. Diamo nuova vita alla retorica, rinvigoriamo il dibattito ed il confronto in tutto il mondo e diamo ad ogni singolo ragazzo della terra un’opportunità per diventare un leader”. “Come potremmo chiamare questa grande iniziativa? Propongo un’idea, la voglio chiamare democrazia…”, dice Lancaster ed io non posso che essere d’accordo.

Link per vedere il video.