La passione, parola-chiave nella formazione

Sabato scorso ho fatto un webinar sull’uso del cinema nella formazione per gli amici della delegazione lucana di Aif (Ass. Italiana Formatori). E’ stata una bellissima esperienza che mi ha permesso, ancora una volta, di vedere la bellezza della nostra comunità, il significato che ha per lo sviluppo della nostra associazione e l’evoluzione che potrebbe offrire nel prossimo futuro.

Da subito mi sono arrivati (direttamente o indirettamente) diversi feedback molto positivi. Tuttavia, quello che mi ha colpito di più è quello di Emilia, formatrice senior della delegazione che mi ha scritto una cosa che mi ha riempito davvero di orgoglio: “Mi hai fatto rivedere come sono stata come formatrice e come posso ancora essere”. E ancora, “Complimenti a te per come porti la tua persona nel personaggio del formatore che noi ogni volta rappresentiamo e portiamo agli altri. Quegli altri che sono i nostri partecipanti, e cioè le persone che ci ascoltano, si interessano, si coinvolgono, si immergono, si emozionano e apprendono e cambiano….e noi con loro. Grazie di cuore Stefano. Avanti così!”.

Lo dico senza falsa modestia… mi capita spesso di ricevere feedback molto positivi. Sono una parte importante del nostro lavoro, anzi -dicendola tutta- sono anche questi che ci permettono di andare avanti, nonostante le difficoltà e le amarezze che talvolta incontriamo nel nostro lavoro. Tuttavia, le parole di Emilia mi hanno colpito in maniera particolare perchè dimostrano come sia arrivato ai partecipanti  (colleghe formatrici e colleghi formatori provenienti da diverse delegazioni italiane) quello che mi piace pensare sia il mio “stile”, il mio modo di “essere” formatore (attenzione, non “fare” formazione) e, tutto sommato, la mia persona.

Credo molto nello scambio generativo, sempre, in ogni circostanza. E credo fermamente che ogni nostra attività come formatrici e formatori sia diretta a facilitare lo sviluppo delle persone, secondo le loro caratteristiche, i loro talenti e le loro sensibilità.

Credo anche che, come persone che si occupano di apprendimento, è opportuno offrire spunti di riflessione, prospettive diverse e modalità alternative. Possiamo essere l’elemento catalizzatore di una “reazione” che tuttavia non avverrebbe, se non ci fosse un terreno fertile in chi partecipa, qualcuno che è consapevole (o lo diventa, strada facendo) della sua volontà di trasformazione. E magari, anche grazie a noi, trova il modo per metterla in pratica.

Un famoso proverbio buddhista recita: “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare”. A me non interessa essere un “maestro” e non mi piace nemmeno pensare ai partecipanti ai miei corsi in termini di “allievi”. Quello che mi piace pensare è di essere una persona molto emozionale al servizio della volontà di crescita e di sviluppo delle persone che incontro, delle loro potenzialità (a volte da scoprire, soprattutto da parte di loro stessi) e in generale dei loro sogni. E quella scintilla che a volte vedo negli occhi delle persone è forse la cosa più bella legata al mio unico, splendido e sempre in cambiamento, “mestiere”. Che certamente non considero come tale…

Che sia forse questa la chiave della passione applicata alla formazione? Di sicuro è uno dei punti di riferimento, nelle mie attività di formazione…