-Cosa fai per risolvere un problema?
-Entro in macchina, accendo la radio, volume al massimo e canto.
(Masse78, Twitter)

L’idea di lavorare in radio

Nel 2012 una mia conoscenza mi propose di iniziare a lavorare nella sua radio web. Mi chiese di raccontare “storie”, “perchè”, disse, “la radio è in fin dei conti un altro modo di raccontare le tue storie”. Iniziai con un programma sulla musica degli anni ’80, che ha segnato la mia adolescenza e la mia giovinezza e che mi ha accompagnato nel corso di tutta la mia vita. Infatti, se come recitava il film Marrakech express, “la nostra è l’ultima generazione che ha i ricordi in bianco e nero”, è vero anche che molti dei miei ricordi musicali hanno a che fare proprio con gli anni ’80.

Radio Godot

Nella primavera dell’anno successivo, una mia amica giornalista mi invita a Radio Godot per parlare, tanto per cambiare, di mediazione. Da lì, l’incontro “fatale” con Lo Sciamano (al secolo, Enzo Cagnetti), editore e direttore artistico della radio. Iniziamo a chiacchierare dei nostri gusti musicali e da subito emerge la comune “passione” per la musica Peter Gabriel (che poi scopro essere in qualche modo uno dei “numi tutelari” della nostra radio).

Da subito emerge la possibilità di lavorare a Radio Godot, idea che si concretizza nel settembre 2013, quando inizio il mio programma, Godot Pride. Parlo di musica ed intorno alla musica, racconto storie, sugli artisti, sui gruppi musicali, su ciò che la musica rappresenta. A poco, a poco decido di fare delle puntate tematiche e così nascono le puntate su Nelson Mandela, sulla mediazione, sul conflitto ed alla fine della prima stagione nasce l’idea di Così Parlò Cerathustra. Un programma finalmente tutto mio, a partire dal titolo.

Nasce “Così Parlò Cerathustra”

Nella prima stagione proseguo con l’idea delle puntate tematiche, soprattutto sulla mediazione e sulla formazione. Il bilancio è positivo, anche se mi rendo conto che le puntate sulla mediazione sono un po’ troppo “tecniche” per i miei gusti mentre quella sulla formazione sono sicuramente più stimolanti.

In breve nasce l’idea attuale che poi rappresenta in qualche modo “la quadratura del cerchio”. Perchè, mi domando, non parlare di cinema e proporre -ogni settimana- un film diverso? Ed il film farlo diventare l’occasione per approfondire un tema e saranno gli ospiti, settimana dopo settimana, a scegliere film ed argomento. E’ una sfida, perchè propongo loro di “rileggere” il film in modo diverso.

Un bilancio della mia esperienza in radio

Sono arrivato alla quarta stagione e mi appresto ad iniziare la quinta (a partire dal prossimo 10 settembre); ho avuto circa 200 ospiti, tra formatori, mediatori, coach, counselor, professionisti, ecc. E con tutti, ogni settimana, ne è nato qualcosa di unico. Alcuni mi hanno fatto compagnia una volta sola, altri sono tornati e torneranno ancora. Tuttavia, ogni volta è come se fosse la prima volta, perchè la radio è così, l’emozione ti può sembrare forte, insostenibile fino a pochi attimi prima di iniziare, anche se hai già parlato ad un microfono, anche se hai esperienza. Ma quando il microfono si accende e vai in onda, sembra di stare al bar, seduti con un/a vecchio/a amico/a a parlare di qualcosa che fa parte di te, da sempre.

Spero di mantenere questa “passione” anche nei prossimi anni (almeno fino a quando mi daranno un microfono per parlare!), consapevole che da questa esperienza, professionale e personale, sono nati tanti spunti che poi ho portato nella mia attività di formatore e, più in generale, di essere umano.

Vi aspetto ogni lunedì sera, alle 21:00, con il mio programma Così Parlò Cerathustra

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