“E’ un po’ diverso quassù, no? Eppure è lo stesso posto
Non siamo andati da nessuna parte.
Stiamo soltanto guardando le cose da un nuovo punto di vista…
Dentro ognuno di voi ci sono le sirene, i clacson e gli ingorghi…
Però c’è anche questo.
Dobbiamo soltanto fare lo sforzo di salire le scale per vederlo”.
(Qualcosa di speciale, 2009)

 

Ormai da tempo, film e video si sono ritagliati parecchio spazio nel campo della formazione e il numero di formatori che vi ricorre è in costante aumento. Ciò accade perché film e video permettono di amplificare le potenzialità dell’apprendimento, attraverso la capacità di suscitare domande di approfondimento (per mezzo del confronto e il dibattito su episodi, fatti e circostanze con le quali i partecipanti possono facilmente ed immediatamente entrare “in situazione”), rendere più piacevole la formazione ed aprire una serie di percorsi di lettura “paralleli” sulle questioni rappresentate e, in particolare, direttamente o indirettamente legate alla risoluzione delle controversie. Questo è reso possibile, ovviamente, dalla diffusione di nuove tecnologie che permette una sempre maggiore qualità e semplicità nella fruizione di contenuti di formato audio/video nelle aule di formazione.

Perché ho scritto questo volume

Il cinema, alla luce di tutto questo, diventa strumento utilissimo per i formatori che, come me, sono grandi appassionati di cinema. E, per quanto mi riguarda, posso dire che il mio interesse per il cinema è andato anche aumentando da quando, ormai diversi anni fa, ho iniziato la mia attività di formatore. Non a caso mi piace definirmi un “formaTTore”, intendendo con esso il fatto che la mia “ricerca”professionale è, da un lato, finalizzata a vestire, in aula, i panni del formatore che “gioca”a fare l’”attore” e, dall’altro, focalizzata sull’utilizzo del materiale filmico nelle mie attività di formazione.

Così, anche considerando che mi è sempre piaciuto raccontare aneddoti, episodi tratti dalla mia esperienza e storie, poco a poco, ho iniziato, in aula, ad integrare (e sostituire) le parole con immagini, spezzoni di film, parti di video didattici e quanto altro potesse essere utile per aiutarmi a dare significato ai temi e agli argomenti trattati durante i corsi. Inoltre, riguardo la decisione di scrivere un volume del genere, hanno inciso anche altri elementi, che riguardano soprattutto l’aspetto personale, prima ancora che professionale. Infatti, mi sento di appartenere a quella categoria di “formatori-artigiani” che “nel tempo si sono costruiti un archivio di titoli e riferimenti utili per la loro attività professionale che alimentano progressivamente” (Cortese-Ghislieri, “Il cinema e YouTube”, in Boldizzoni-Nacamulli, (a cura di), “Oltre l’aula”, Apogeo, 2004, p.223). E, dopo anni di “pratica”, ho pensato di uscire da questa fase “artigianale” (con il massimo del rispetto per il termine e sperando di mantenere sempre, nella “lavorazione” di sequenze e film, quello che mi piace pensare sia un “approccio romantico” al “mestiere” del formatore) per arrivare a qualcosa di più strutturato, cioè ad una elaborazione che mi permettesse di risalire, secondo un approccio di tipo “bottom-up”, dalla pratica alla teoria e dall’applicazione al metodo. Ciò, in un contesto, come quello della formazione sulla gestione delle controversie, la negoziazione e la mediazione (argomenti di cui mi occupo ormai da diversi anni), nel quale, a mio avviso, mancano riflessioni specifiche sull’utilizzo dei video nella formazione.

E, per fare questo, ho ritenuto necessario, nel mio percorso personale e professionale, confrontarmi con tanti colleghi che, come me, utilizzano il materiale filmico come strumento per le loro attività formative. Anche per questo motivo, ormai da diversi anni, ho aperto, sia su Facebook che su LinkedIn, un gruppo dal titolo “Film per la formazione” che, soprattutto per quanto riguarda il secondo (arrivato ad oltre 3.800 iscritti – al 1° dicembre 2015), ho l’onore ed il piacere di dire che è diventato un vero e proprio forum di condivisione di spunti ed idee riguardo il cinema ed il suo utilizzo in aula, su tematiche legate allo sviluppo personale ed organizzativo. Inoltre, dalla metà del 2014, ho iniziato una collaborazione con Il cinema insegna, sito specializzato nella formazione attraverso i film, per il quale curo una rubrica in cui faccio delle recensioni su alcuni film a mio avviso simbolici per gli argomenti legati alla gestione delle controversie. Alcuni di questi li ho riportati, come schede-film, nella Parte III.

Obiettivi e contenuti del volume

Il presente lavoro è lo sviluppo della mia prima ricerca sul tema, che si è conclusa con la pubblicazione del saggio “Che film ci vediamo stasera?… Ovvero, imparare la risoluzione dei conflitti attraverso i video” (in La giustizia sostenibile, Aracne, 2012, pp.27-62). A questo va aggiunto il successivo seminario su cinema e formazione nella negoziazione, organizzato nel novembre 2012 per la delegazione regionale del Lazio di AIF (Ass. Italiana Formatori). Il grande interesse riscontrato per questo seminario mi ha convinto a trasformare quelli che fino ad allora avevo considerato soltanto una serie di appunti ed idee del tutto personali (tratti prevalentemente dalla letteratura sul tema) in qualcosa di più strutturato, che riflettesse soprattutto la mia esperienza sul campo, in modo da far emergere la mia “voce”, nel “coro” di buone pratiche e note metodologiche tratte da altri autori.

Sinteticamente, il volume intende raggiungere diversi obiettivi: definire una possibile proposta metodologica circa l’uso di film e video nelle attività di formazione; parlare dei diversi stili del formatore che utilizza tali materiali; dare una prima (e sicuramente parziale) visione d’insieme di alcune mie “reinterpretazioni”, soprattutto sul tema della risoluzione delle controversie, suddivise per scene e schede di film; definire una proposta di “cassetta degli attrezzi” per il formatore che vuole utilizzare il materiale filmico in aula.

Un volume che integra cinema e formazione, due elementi che in teoria viaggiano in parallelo, ma che quando incrociano, nella pratica, le loro strade determinano una “sinergia” che può produrre una “magia”e risultati davvero straordinari. E allora la mia speranza è che tale magia possa continuare a ripe-tersi, che tale sinergia possa dare ancora grandi (e sempre migliori) risultati, per il cinema e per la formazione. E che l’apprendimento sia con voi, parafrasando una famosa frase della saga di Star wars

Stefano Cera

1 dicembre 2015

Torna alla pagina di presentazione del volume.