Temi trattati

La prima parte del volume suddivisa in tre capitoli.

1) “Il cinema come metafora e strumento di formazione”, approfondisce l’importanza delle immagini e dei video nella formazione ed il ruolo che questi hanno ai fini dell’apprendimento sulle differenze di prospettiva; delinea un breve quadro storico del cinema come strumento di formazione; descrive gli strumenti ed il setting per l’utilizzo del materiale filmico in percorsi di formazione; descrive i vincoli normativi che riguardano il cinema e la formazione.

2)  “Le attitudini e le competenze del formatore-cinefilo”, entra invece nello specifico riguardo le competenze del formatore che utilizza video (è un regista sui generis o una sorta di moderno “apprendista stregone”?), descrive gli stili (didascalico, equilibrista, o…?) del formatore che utilizza film e video, anche alla luce delle diverse “visioni” sul cinema retrostanti ad ogni specifico stile; infine, si domanda in maniera provocatoria se l’utilizzo del materiale filmico da parte del formatore non possa in qual-che modo comportare una manipolazione del significato originale e reale del film o del video.

3) “Usare i film nella formazione”, approfondisce le fasi per l’utilizzo del materiale filmico e le relative modalità di utilizzo.

Approfondimenti

Nel primo capitolo, ho ripreso il modello della “piramide dell’apprendimento” dal pedagogista americano Edgar Dale. Clicca qui per saperne di più.

Invece, per presentare il concetto di apprendimento empatico, in aula uso sempre una scena tratta dal film “Qualcosa di speciale” e introduco il concetto di reframing attraverso queste slide.

Riguardo le differenti categorie dei formatori che usano il materiale filmico in formazione (di sui parlo nel secondo capitolo), ho ripreso la distinzione che esiste in dottrina tra “didascalici” e “equilibristi”, dandone -ovviamente- una mia rilettura e interpretazione. Trovate qui alcune informazioni sui due stili e sulle modalità che le caratterizzano.

Nel terzo capitolo, una parte importante riguarda la progettazione della scheda di analisi del materiali filmico che può essere uno strumento davvero utile per il “formatore-cinefilo”.

Inoltre, nel capitolo parlo anche delle modalità di utilizzo del materiale filmico da parte del formatore. Tante sono le variabili in gioco (tipo di attività, “momento” del percorso di formazione, il riferimento metodologico, ecc.). Per queste, ho riportato una sintesi con alcuni dei principali film e o video che io uso in relazione alle differente modalità coinvolte.

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