di Virginio De Maio*

Io e Stefano non potremmo mai andare al Cinema insieme. Finiremmo per bisbigliare come dei ladri, fino al punto che qualcuno ci dica di uscire dalla sala perché diamo fastidio. Infatti, staremmo lì, tutto il tempo a discutere sulle “illuminazioni” che il film continua ad inviarci e come utilizzarle in aula per facilitare l’apprendimento.

E’ più forte di noi. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato una specie di “distorsione mentale” che porta a chiederci continuamente “Come posso utilizzare questa scena?”. Si, siamo stati fortunati, perché è una bella “distorsione”.

Credo di parlare anche a suo nome quando dico che, questa specie di filtro, non ci permette di vedere un film con leggerezza neanche quando lo meriterebbe, ma d’altro canto la ricchezza che ne riceviamo è talmente grande da faticare a rinunciarvi. E’ la ricchezza della semplicità; da assorbire e fare nostra, quando siamo noi a imparare dai film, e da donare agli altri quando ci troviamo di fronte ad un pubblico.

Se ci fosse un Santo Graal nell’utilizzo del Cinema in formazione, quello sarebbe “semplificare e facilitare l’apprendimento dell’adulto”. Ciò che non riusciamo a comunicare con giri di mille parole, arriva all’altro in un istante, dopo aver proiettato una scena.

Può il Cinema essere così potente? Certo che sì! I cartoni animati ad esempio, accompagnano la crescita dei bambini e questo è il motivo per cui è necessario vigilare sulle loro preferenze. Allo stesso modo, i film accompagnano la “crescita” degli adulti, quando per “crescita” intendiamo desideri e aspirazioni per migliorare la propria vita personale e professionale. L’adulto a differenza del bambino però, si approccia alla visione con il proprio vissuto, tenendo sempre attiva una riflessione inconscia che, vuoi o non vuoi, lo influenza, lo condiziona e nei casi migliori, lo trasforma. L’esperienza che avviene è catartica, è qualcosa di unico, e per quanto possa essere prevista dal Formatore, ha spesso degli esiti incontrollati. Ecco perché questo libro mi è piaciuto così tanto. Non è un trattato teorico, ma un esempio di utilizzo del Cinema, pratico e tecnico, fino a diventare un metodo “step by step” per sortire il miglior risultato.

Quando l’ho letto, a conferma delle indicazioni che Stefano ci ha regalato, non ho potuto fare a meno di soffermarmi sugli infiniti esempi riportati. Della serie “anche su carta il cinema coinvolge”. Tutti noi siamo particolarmente attratti dall’incipit “C’è una scena del film…”, proprio come lo siamo da “C’era una volta…”. Infatti, ambedue le introduzioni hanno il fascino della curiosità, dell’incertezza e dell’aspettativa, stati d’animo che rappresentano l’anticamera dell’attenzione. Quando questo accade siamo ostaggio di un vuoto cognitivo che pretende di essere riempito: Cosa accadrà? Come andrà a finire?

Allora quale strumento migliore del Cinema per predisporre l’uditorio all’ascolto?

Sembra cosa di poco conto, ma probabilmente di tutti i vantaggi, quello di catturare l’attenzione di una platea è il più importante. In un mondo multitasking, ricco di distrazioni, creare una battuta di arresto tra lo stimolo e la risposta, permette all’educatore di piantare un seme introspettivo che può fare la differenza, tra stagnare e progredire. Il Cinema, dunque, ha un ruolo sociale molto importante; sia quando appare finalistico, sia quando è utilizzato con il preciso scopo di insegnare.

Sul filo di queste riflessioni, qualche anno fa, sono stato richiamato da una missione “far crescere l’uomo attraverso i film”.

Ho avviato così un lavoro di ricerca e studio, culminato poi nel portale www.ilcinemainsegna.it. L’impegno per amplificare questo messaggio mi ha portato a raccogliere centinaia di scene a uso di comunicatori, educatori, formatori e ad avere clienti da ogni parte del mondo. Oggi, l’accesso al nostro motore di ricerca permette, a migliaia di professionisti, di rintracciare la scena giusta per comunicare il proprio messaggio con maggiore forza e semplicità.

Quanto adoro il Cinema! Lungo la strada ho incontrato Stefano e il suo blog “Formamediazione” e ho avuto l’opportunità di conoscere e apprezzare la sua perizia nella risoluzione delle controversie. Con spirito di abbondanza è nata una collaborazione utile a entrambi, perché si è sempre forti quando si apprendono gli uni dagli altri. Del resto, come Stefano ci ha ricordato: “C’è una scena nel film …‘A Beautiful Mind’ che dice ‘Il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo’”.

*Fondatore dei progetti legati al cinema e la formazione “Il Cinema Insegna” e “Training with Movies”.

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